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Sintesi Le
pagine pubblicate sono il risultato di un progetto-laboratorio che
intendeva familiarizzare gli alunni (la 3 F a tempo prol. della “F.
Severi”) con tecniche di scrittura e di documentazione
multimediale. Il contesto entro cui muoversi doveva essere il loro
vissuto (familiare, di studenti di una terza classe, anche di gruppi
esterni alla scuola, ecc.) relativamente a 2 temi specifici:
Nel
corso degli incontri il primo tema ha fatto la parte del leone,
catalizzando l’interesse generale: delle alunne (ma anche degli
alunni) di 3 F, che hanno poi coinvolto la 3 E e vari altri ragazzi di
altre classi (3 C e 3 D). Era
una riprova che occorreva dare maggior spazio agli aspetti
emozionali-affettivi dei rapporti che si creano anche all’interno
della scuola, rispetto ai tradizionali compiti informativi, razionali e
culturali di cui normalmente ci occupiamo. Così si è deciso di
concentrare il lavoro su quest’unico tema: amare
e… / amare è… attraverso varie tecniche di approfondimento:
Varie
sono quindi le sezioni qui pubblicate, ciascuna con proprie
caratteristiche. Volendo, alcune valutabili anche dal punto di vista
scolastico (ma questo non era l’intento né l’aspetto interessante
dell’esperienza), altre sono invece più libere ed estemporanee [nella
sezione video ad es. si è ricorsi ogni
volta all’estrazione a sorte di situazioni, personaggi, azioni da
svolgere]. Tutti i lavori comunque volevano (dovevano) caratterizzarsi
per il tono leggero, possibilmente divertente e divertito, con una
qualche voglia di essere seri e sinceri, ma anche con l’intento di non
prendersi poi troppo sul serio. Dunque,
un (facile e insieme difficile) esercizio di ironia ed auto-ironia,
senza per questo rinunciare a qualche briciola di riflessione. In
conclusione: niente velleità di attori, cineasti, sociologi, scrittori,
poeti, fotografi, disegnatori, ecc.; piuttosto, apertura e disponibilità
a familiarizzare con quanti più linguaggi possibile, con l’aiuto dei
prof., ma anche di esperti esterni alla scuola (nel caso, Gianni
Micheli, che già gli anni scorsi ha guidato i nostri passi in belle
esperienze teatrali e cinematografiche). Tutto questo, nella convinzione
che quanto più ampio è il ventaglio delle possibilità espressive,
tanto minore è il rischio che qualcuno si senta escluso, e sia tentato
di dire (come Chatwin): Che ci
faccio qui? Nel qual caso la scuola - penso - sarebbe
definitivamente venuta meno al suo compito. Con questo, abbiamo forse contribuito a creare una maggiore armonia ed un maggiore equilibrio tra i diversi aspetti e componenti dell’animo (così ricco ma anche così fragile e contraddittorio) degli adolescenti di oggi? No, ma forse non era inutile provarci. *** L'improvvisazione
d'amore Agire da innamorati/amati,
nell'età degli amori, è paradossalmente agire coraggioso, al limite
dell'attuabile, che sforza i muscoli dello stomaco e della faccia (e
delle gambe). Quando richiesto si ribellano i ragazzi di far gli occhi
dolci alle loro compagne di classe, mostrando i denti più che le
cornee, le ragazze di prestare anche soltanto una matita nera per
segnare sul volto di un loro collega di classe del sesso opposto una
cicatrice per il gioco teatrale, prestandogli magari con più gioia un
sacco da mettersi sul capo. Eppure da innamorati/amati, nell'età degli
amori, si agisce, e molto, ma
non in classe e non a scuola (oh, sì... in classe, in classe, certo!...
ma non nell'ora di lezione, intendo o forse... chi può mai dirlo!).
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