Santa Maria delle Grazie

Santuario quattrocentesco, situato alla periferia della città (1,5 km. dal centro) sul lato destro del torrente VINGONE, raggiungibile attraverso il lungo rettilineo di Viale Mecenate. Il portale d' ingresso, quì trasferito dopo la demolizione di porta S. Spirito, immette in un vasto suggestivo cortile, sistemato a prato e contornato da due sezioni di porticato. La chiesa, disposta sul fondo, risale alla prima metà del '400 e fu eretta sulle rovine dell' antica FONTE TECTA, ritenuta sede di un culto pagano delle acque. L' edificio è in stile Tardo Gotico, ha una navata con volta a crociera. Sul finire del secolo, Benedetto da Maiano, eresse la scalinata esterna ed il Portico, capolavoro di leggerezza e di grazia primo rinascimentale, a sette arcate poggianti su sottili colonne corinzie.Appena varcato il portone d' ingresso, ci colpisce una visione indimenticabile. Sullo sfondo della degradante collina di Pitigliano è il santuario preceduto dalla Loggia; sulla destra la Cappella di S. Bernardino, sulla sinistra la mole troppo grande del Convento Carmelitano; e ai lati estremi, a ridosso del muro di cinta del piazzale, due brevi tratti del portico che una volta si svolgeva interamente lungo i tre lati orientale, settentrionale e occidentale. Quella che il Salmi ha felicemente chiamato "la prima piazza porticata della rinascita", misura circa 100 m. in larghezza e circa 70 m. in profondità. Il porticato era posto a due livelli inferiori per far risaltare il santuario, la grande loggia e la scalinata ampia ed alta che conferisce a tutto l' insieme l' aspetto di un podio. Un' estrema semplicità, una purezza rinascimentale assoluta, colonne di arenaria su basi attiche con capitelli ionici (quelli della loggia sono corinzi), archi a tutto sesto.La Loggia, costruita,come si è detto, tra il 1478 ed il 1482 su disegno di Benedetto da Maiano (1442-1497), benchè in parte alterata dal rifacimento del 1870-71, costituisce una delle più armoniose creazioni del Quattrocento. Da notare, all' interno, l' altar maggiore in marmo e terracotta smaltata (fine '400), opera inconsueta di Andrea della Robbia: nel timpano Madonna con bambino tra due angeli, nelle nicchie i santi Lorentino, Piergentino, Donato e Bernardino, nel paliotto la Pietà , all' interno un affresco di Parri di Spinello (Madonna della Misericordia). 

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